Lo siento si alguien no entiende Italiano, prometo que escribiré en castellano también, os lo debo, para el buen trato que siempre he recibido en Barcelona (lo se, lo se, lo se que debería escribir en catalán, es que no me atrevo, pues de verdad lo hablo y escribo fatal...).
sábado, 25 de agosto de 2007
Tardes de verano
Un sabato pomeriggio di qualche giorno fa, durante la classica navigata in internet figlia della noia fisiologica del pomeriggio d'estate, mi sono imbattuto su un sito che a sua volta pubblicizzava blogger.com, che essenzialmente é lo strumento che mi ha aiutato a creare questa disordinata raccolta di pensieri,riflessioni e minchiate, cosa che spero diventerá questo esperimento "blogwebbaro" (anda con il neologismo... ::tristezza::).
Li per li non ci feci caso, cambiai sito con straordinaria nonchalance e tutto finí li.
Senonché, dopo un paio di minuti, venni fulminato da un'idea del cazzo.
Riporto letteralmente: "minchia, accheffá, me lo apro un blog?", un qualcosa di impensabile per me fino a qualche secondo prima. Perché onestamente, peró molto onestamente, fino ad allora avevo sempre visto l'attività dei bloggers come un qualcosa riservato a geek vari ed eventuali sfigatonerdsandanti.
Pues, mi sbagliavo.
Semplicemente l'idea di poter disporre di una bacheca virtuale, sulla quale poter raccogliere "cose" che potessero, inevitabilmente, riflettere la mia personalitá in formato elettronico cominció a insinuarsi nel mio torbido cervello...
Webpsicoterapia, direi.
E allora eccomi quá, a rompere i coglioni anche sul web, perché si, a volte bisogna farlo, bisogna tirar fuori il vecchio "no, non mi sta bene", che sembra essere passato di moda, purtroppo (merda, suona a comizio elettorale di paese con il demagogo di turno sparando cazzate, la Politica Italiana, insomma...).
Probabilmente il tutto si ridurra all'ennesima novitá che lascero a metá, un qualcosa che evidentemente mi attrae morbosamente a livello subliminare, poiché ripeto con straordinaria frequenza...
Vabbó, signore e signori,
hasta la proxima...
Li per li non ci feci caso, cambiai sito con straordinaria nonchalance e tutto finí li.
Senonché, dopo un paio di minuti, venni fulminato da un'idea del cazzo.
Riporto letteralmente: "minchia, accheffá, me lo apro un blog?", un qualcosa di impensabile per me fino a qualche secondo prima. Perché onestamente, peró molto onestamente, fino ad allora avevo sempre visto l'attività dei bloggers come un qualcosa riservato a geek vari ed eventuali sfigatonerdsandanti.
Pues, mi sbagliavo.
Semplicemente l'idea di poter disporre di una bacheca virtuale, sulla quale poter raccogliere "cose" che potessero, inevitabilmente, riflettere la mia personalitá in formato elettronico cominció a insinuarsi nel mio torbido cervello...
Webpsicoterapia, direi.
E allora eccomi quá, a rompere i coglioni anche sul web, perché si, a volte bisogna farlo, bisogna tirar fuori il vecchio "no, non mi sta bene", che sembra essere passato di moda, purtroppo (merda, suona a comizio elettorale di paese con il demagogo di turno sparando cazzate, la Politica Italiana, insomma...).
Probabilmente il tutto si ridurra all'ennesima novitá che lascero a metá, un qualcosa che evidentemente mi attrae morbosamente a livello subliminare, poiché ripeto con straordinaria frequenza...
Vabbó, signore e signori,
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